Dall’incontro
to alla piattaforma europea.
Cinque incontri sono stati realizzati a Roma nel 2016. Hanno posto le basi artistiche del progetto. La metodologia è stata sperimentata, l’archivio è stato costruito e la proposta è stata verificata: due musicisti provenienti da comunità segnate dal conflitto, a cui vengono offerti tempo e spazio condivisi, possono arrivare a qualcosa di autenticamente irripetibile.
La prossima fase non rappresenta un allontanamento da queste basi. Ne è la maturazione: una metodologia residenziale, una pratica documentaria professionale, una collaborazione nella ricerca e una rete di istituzioni europee capaci di ospitare e sostenere i futuri incontri.
Costruire l’istituzione intorno all’incontro, mai l’incontro intorno all’istituzione.
Questo è il principio che ha plasmato Accordi di Pace fin dall’inizio e sarà il principio che guiderà ogni decisione su ciò che verrà. Produzione, ricerca, partnership e finanziamenti esistono per un solo motivo: proteggere la semplicità artistica dell’incontro.
Accordi di Pace non cerca una singola istituzione che finanzi un concerto. Sta costruendo un consorzio di partner complementari attorno a una metodologia artistica replicabile, che possa essere ospitata in diversi contesti europei, documentata nel tempo e studiata come modello di ciò che un incontro artistico sostenuto nel tempo può produrre.
Le basi storiche contano. I cinque incontri già realizzati offrono a qualsiasi proposta futura un percorso artistico già dimostrato, anziché un concetto puramente ipotetico.
Tre fasi.
Un’unica piattaforma in evoluzione.
Lo sviluppo di Accordi di Pace segue un percorso chiaro: da un singolo incontro pilota a un programma europeo ricorrente, fino a una piattaforma transnazionale stabile. Ogni fase si costruisce direttamente sulla precedente e genera gli elementi necessari a sostenere quella successiva.
Un incontro residenziale. La metodologia, messa alla prova.
Un incontro residenziale di quattro o cinque giorni tra due musicisti, prodotto professionalmente. È la prova di concetto della nuova metodologia, più lunga, più distesa e documentata in modo più completo rispetto al formato del 2016. Ciò che produrrà sul piano artistico e istituzionale orienterà tutto ciò che seguirà.
Il pilota verificherà se il modello residenziale produce incontri più ricchi rispetto allo storico formato basato esclusivamente sul concerto, quali condizioni di produzione siano realmente necessarie e di cosa abbiano bisogno i partner istituzionali per sostenerne la ripetizione.
- Un incontro artistico sostenuto nel tempo e una performance pubblica
- Improvvisazione finale, registrata professionalmente su più tracce
- Materiale documentario e un film finito di breve o media durata
- Documentazione fotografica e d’archivio completa
- Riflessioni degli artisti dopo l’incontro
- Valutazione documentata della metodologia
Da tre a cinque incontri. Un archivio comparativo.
Da tre a cinque incontri nell’arco di circa 18-24 mesi, ospitati attraverso più di una collaborazione istituzionale. Questa fase stabilisce la replicabilità e comincia a creare una conoscenza comparativa: ciò che cambia tra diversi abbinamenti, contesti e luoghi, e ciò che rimane costante.
In questa fase, le opere documentarie diventano interconnesse. Le collaborazioni nella ricerca si approfondiscono. L’incontro comincia a essere compreso non come un evento isolato, ma come una pratica trasferibile.
- Molteplici incontri residenziali in diversi contesti europei
- Opere documentarie interconnesse o una serie documentaria
- Registrazioni professionali e archivio in crescita
- Partnership di ricerca e metodologia comparativa
- Programmi per testimoni e attività educative
- Relazioni di co-hosting europee consolidate
Una struttura transnazionale stabile per la ricerca artistica.
Una piattaforma europea duratura costruita attorno a incontri ricorrenti e a un laboratorio residenziale più ampio. In questa fase, Accordi di Pace non funziona come una serie di eventi dipendente da un singolo fondatore o luogo, ma come un’istituzione transnazionale con una governance, partnership e finanziamenti a lungo termine che non richiedono di reinventare il progetto per ogni incontro.
L’obiettivo a lungo termine non è creare un festival più grande. È creare una piattaforma duratura capace di ospitare, documentare, studiare e far circolare gli incontri artistici in Europa e oltre.
- Programma residenziale ricorrente in più Paesi
- Rete di ricerca e accademica
- Programmi educativi e per le comunità
- Archivio documentario e audio per la distribuzione
- Sviluppo degli artisti e future commissioni
- Governance istituzionale e struttura di finanziamento sostenibile
Cinque modi per partecipare a ciò che viene dopo.
Musicisti eccezionali che lavorano tra tradizioni segnate da storie difficili, con la curiosità e la generosità necessarie per entrare in un altro linguaggio musicale senza sapere cosa emergerà.
Organizzazioni culturali, conservatori, teatri e festival capaci di ospitare o coprodurre un incontro residenziale, offrendo spazio, partnership locale e credibilità istituzionale.
Accademici e dipartimenti di ricerca che lavorano sulla musica, sul dialogo interculturale, sulla trasformazione dei conflitti o sulla costruzione della pace e che considerano l’incontro un luogo di studio approfondito.
Produttori, registi ed emittenti che comprendono l’incontro come un’opera artistica parallela, non la registrazione di un concerto, ma un film su ciò che accade prima che il pubblico entri.
Fondazioni, enti pubblici e sostenitori privati che desiderano investire in una pratica artistica già dimostrata, con un chiaro percorso di sviluppo e un orizzonte istituzionale europeo.
Quanto più sofisticata diventa la produzione, tanto più semplice dovrebbe apparire l’incontro.
Ogni struttura istituzionale, ogni partnership, ogni accordo di finanziamento esiste per un unico scopo: dare a due musicisti il tempo e lo spazio per arrivare insieme da qualche parte. Se la struttura diventa visibile agli artisti, ha fallito il proprio scopo.
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